Abramo ("Padre/Capo di molti", in ebraico אַבְרָהָם Avraham, in arabo ابراهيم Ibrāhīm) è il patriarca dell'Ebraismo, del Cristianesimo e della Religione islamica. La sua storia è narrata nel Libro della Genesi.

L'Islam lo considera inoltre antenato del popolo arabo, attraverso Ismael. L'Ebraismo, il Cristianesimo e l'Islam vengono anche dette religioni abramitiche riferendosi alla loro presunta discendenza comune da Abramo.

Il suo nome originale era Abram (אַבְרָם "Alto/Esaltato padre/capo", in ebraico Avram) e fu il primo dei patriarchi biblici. Più tardi cambiò il suo nome in Abraham. (vedi il Libro della Genesi 17). Non esistono testimonianze della sua esistenza indipendenti dalla Genesi, quindi non è possibile sapere se fu una reale figura storica. Se lo fu, visse probabilmente tra il 2000 AC e il 1500 AC.

Il racconto della Bibbia

Secondo la Bibbia, Abramo era un pastore che viveva nella città di Ur con sua moglie Sarah. Ormai anziani, non erano riusciti ad avere figli. Un giorno Dio parlò ad Abramo ordinandogli di lasciare la sua terra e di dirigersi nel paese che Lui gli avrebbe indicato (2096 a.C.). Abramo obbedì: radunò le sue greggi e partì con sua moglie. Quando arrivò nel paese di Canaan o Palestina, Dio gli fece la promessa che in Lui sarebbero state benedette tutte le genti [cosa che trova il suo compimento nella futura nascita del Messia dai suoi stessi discendenti, gli avrebbe concesso una discendenza numerosa come le stelle del cielo e i granelli di sabbia del mare. Abramo però chiese a Dio come ciò fosse possibile, dato che non aveva figli. Dio allora rispose che Sara avrebbe avuto un figlio e lo avrebbe chiamato Isacco.

In seguito, un giorno, Abramo vide davanti alla sua tenda tre uomini e li invitò a riposarsi. Diede loro dell'acqua per lavarsi i piedi e Sara preparò delle focacce e del vitello da mangiare. I tre viandanti si riposarano e mangiarono, poi, al momento di andare via, assicurarono che Sara, l'anno successivo, avrebbe avuto un figlio. Sara, all'udire queste parole, si mise a ridere, perché era troppo vecchia per avere un bambino. Allora i viandanti risposero dicendo che niente è impossibile a Dio.

L'anno dopo, a primavera, Sara ebbe un figlio e lo chiamò Isacco, cioè sorriso di Dio. Quando Isacco era già un ragazzo, Dio mise alla prova Abramo: gli disse di andare su un monte e di sacrificare il suo unico figlio. Abramo, seppur a malincuore, accettò. Mentre legava Isacco per il sacrificio, però, apparve un angelo che disse ad Abramo di non far male a suo figlio e che Dio aveva apprezzato la sua ubbidienza.

La figura nell'Islam

Il patriarca biblico, col nome di Ibrāhīm (إبراهيم), è considerato un monoteista (hanīf ) ante-litteram dall'Islam e, come tale, fu sommamente venerato dal profeta Maometto (Muhammad). La sua perfetta "islamicità" consiste nel suo celere ubbidire, senza remora alcuna, all'ordine divino di sacrificare il proprio figlio (le tradizioni islamiche si dividono sul nome del figlio, se Isacco/Israele o Ismā‘īl), cosa che lo rendeva un perfetto esempio di muslim, cioè "assoggettato a Dio".

Gran parte del racconto biblico è accolta dall'Islam ma di Ibrāhīm l'Islam dice anche che, su indicazione celeste, egli avrebbe avuto il compito di ricostruire la Ka'ba dopo il Diluvio Universale. L'incarico sarebbe stato portato a compimento con l'aiuto del figlio Ismā‘īl avuto da Agar, insieme, essi avrebbero collocato nell'angolo di Sud-Est dell'edificio sacro la Pietra Nera, ultima reliquia dell'originaria costruzione fatta calare da Dio direttamente dal Cielo.

Tanta era la venerazione di Muhammad verso Ibrāhīm che egli dette tale nome al figlioletto, natogli dalla schiava copta Marya verso la fine della sua esistenza, ma che gli sarebbe premorto ancora piccolissimo.

(Fonte wikipedia)

 Il tempio vuole rappresentare un simbolo eretto a gloria dell'unico Dio adorato da Abramo e dal quale tutti gli uomini discendendone, si riconoscano finalmente fratelli 

 

 

 

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